… Non c’era anima viva. All’interno si potevano sentire i rumore in lontananza e lo stridio dei grilli.
<<La loro storia non era poi tanto diversa dalla nostra, all’inizio.>> Cominciò Shizuka, mettendosi a sedere sotto la finestra aperta. Ethan non aveva ancora avuto modo di chiedere ai suoi genitori la loro storia, di quella famosa battaglia. Voleva sapere tutto quello che successe. Per di più poi, aveva voglia di sentirla proprio da Shizuka.
Gli piacevano le sue storie.
Quando tuo padre partì per la sua missione, era solo in compagnia di Blaze. A quel tempo, mio padre era cattivo.>>
La narratrice si stiracchiò, alzando le braccia e sbadigliando.
<<Per i suoi scopi, aveva bisogno proprio di tua madre. Così la rapì e attese il momento giusto per usarla.>>
<<Anche tuo padre era… Così cattivo?>> Ethan non riusciva ad immaginare che fosse veramente così.
<<Non del tutto malvagio, però. Ingannò LightShade, facendogli credere di essere un alleato leale. Combattendo contro Shade, si rese conto che stava dalla parte sbagliata. E così, si unì a lui per distruggere l’oggetto delle ricerche, un libro. Fu li che si unirono ufficialmente anche le nostre madri. Serviva un gruppo proprio come il loro, per portare a termine la l’impresa.>>
<<Cosa dovevano fare?>> Chiese Ethan fervente di curiosità.
<<Esisteva questo libro, un potente oggetto magico capace di far tornare umani tutti gli esseri soprannaturali. Ovviamente questo libro doveva essere distrutto.>>
<<Perchè? Non era magari venuto in mente a mio padre di usarlo? Magari contro i nemici stessi?>>
<<Certamente, ma non poteva farlo. Se quel libro fosse caduto nelle mani sbagliate, come era malauguratamente successo, sarebbero spariti tutti gli esseri soprannaturali per mano di uno solo. Chi aveva intenzione di utilizzare il libro, lo avrebbe fatto per rimanere l’unico essere magico e dominare la razza umana. Per ultimo si unì al gruppo Wizardry, Sebastien Lukas Zambini. Shelley lo fece uscire da un’altro libro, da dove era imprigionato.>>
<<Sembra tutta una favola.>> Commentò Ethan, con lo sguardo magnetizzato sulle parole della ragazza.
<<Eppure è la verità. Dopotutto, se pensi che anche tu puoi parlare con il fuoco, diresti che le favole sono la pura realtà.
Per distruggere il libro, serviva inanzitutto tornare in questo mondo, dove era stato scritto. Secondo, serviva un mago abbastanza potente. Chiunque altro avrebbe provato a strapparlo o cancellarlo, sarebbe morto sul colpo. Per qualche strano motivo, tua madre era la persona giusta e tuttavia non era ancora una maga.>>
<<Adesso lo è. Che cosa è successo?>>
<<La mamma era schiava della famiglia di mio padre. La tenevano segregata e le impedivano quasi ogni forma di ribellione. Shelley imparò proprio da lei la sua prima magia. Se lo ricorda ancora, di quando la difese da un vampiro. Lo incenerì con un colpo solo.>>
<<Vampiri? C’erano anche i vampiri?>>
<<Già.>> Sorrise. <<Era pieno di creature magiche che volevano a tutti i costi quel libro.>> Disse. Poi riprese il discorso originale.
<<Dicevo… Per ultimo entrò in scena Wizardry. Diventò il suo famiglio, visto che era una specie di gatto con gli stivali.>>
Ethan scoppiò a ridere di gusto, rotolandosi per terra per le convulsioni. Contagiò anche la compagna, che però non si abbandonò alle risate, ma continuò a raccontare. <<Si, è buffo, ma era la sua punizione per non aver rispettato le regole dei maghi nella sua famiglia.>>
Ethan si irrigidì. Smise di ridere, di colpo.
<<Che succede?>> Chiese Shizuka.
<<I Darkest. Sono qua, li sento.>>
Si alzò in piedi, afferrando la spada del padre. Corse fuori, inseguito dalla ragazza che pareva facesse fatica a tenere il passo. Li sentiva come la prima volta dopo aver guadagnato i suoi poteri.
<<Calmati, non faranno nulla di male. hanno detto che vogliono solo combattere contro di te.>>
<<Non è ancora mezzanotte.>> Sentenziò secco. Lei smise di seguirlo.
<<Vado a chiamare gli altri.>> Disse lei.
<<No, vieni con me. Li avvertirai da lontano, se proprio ce ne sarà il bisogno.>>
<<Ethan, non fare stupidaggini. Chiamiamo gli altri e poi vediamo cosa vogliono i Darkest.>>
Da lontano non si sentiva nessun rumore strano. La festa stava continuando come se nulla fosse. Eppure lui, preso da quella sensazione, li sentiva. Erano all’interno della città, da qualche parte.
<<Forse hai ragione.>> Anche Ethan arrestò il passo. <<Fai venire tutti qua.>>
Una manciata di secondi dopo, i tre adulti erano già alle spalle dei ragazzi. Presero a scrutare i tetti bui delle case e qualsiasi cosa che potesse nascondere i nemici.
<<Dove sono?>> Chiese d’un fiato Wiz. Erano tutti accorsi con le loro armi.
<<Sono in giro per la città. Riesco a percepire la loro presenza.>> Rispose Ethan.
Avevano promesso di attendere fino al duello senza creare problemi, come è stato per tutta la settimana. Forse ora si erano stancati di aspettare e volevano creare confusione. Non potevano farlo, se volevano veramente combattere contro Ethan. Se avessero combinato guai, lui avrebbe potuto chiedere di non disputare il duello, pena dei patti non rispettati.
<<Sono fermi… Non stanno facendo nulla.>> Disse incuriosita Kyubi.
<<Andremo noi da loro, allora.>> Disse Ethan. <<Se gli verrà in mente di combinare guai, li fermeremo.>>
Per lui non fu difficile trovarli, li sentiva bene. A differenza della prima volta che li riuscì a percepire, non sentiva il bisogno di scappare. Era pieno di sicurezza e per nulla scoraggiato. Mentre, poi, più si avvicinavano a loro, meno i sensi lo confusero. Riusciva a capire chi era ognuno di loro, quasi come se li vedesse. Lui e gli altri si fecero largo tra la folla, capendo che erano esattamente nel mezzo di tutta la festa. Ethan si arrestò, fermando gli altri davanti ad una famiglia numerosa che camminava nella direzione opposta.
<<Cosa vedi?>> Gli chiese Kyubi.
<<Sono loro!>> Disse convinto Wizardry, indicandoli allarmato.
Facevano finta di nulla, mentre ronzavano tra le bancarelle. I due genitori tenevano in braccio un figlio a testa e per mano un altro di loro. Dietro, uno sciame di bambini, quasi tutti della stessa età, li seguivano schiamazzando come veri fanciulli.
<<E’ agghiacciante.>> mormorò Blaze.
Ethan non seppe cosa dire, vista la situazione insolita. I suoi poteri potevano forse fare le bizze, ma confermò anche Wizardry, grazie ai suoi poteri da mago. La sicurezza che aveva in corpo svanì tutta d’un colpo.
Uno dei bambini lo indicò col dito al padre e la madre il gruppo. Sorrisero, mentre rispondevano e mettevano a terra i figli che avevano in braccio. Si diressero verso Ethan e gli altri, seguiti dai piccoli passi degli altri Darkest.
<<Ethan, che piacere vederti!>> Disse il padre, allargando le braccia. Furente, Ethan non era propenso allo scambio di cordialità.
<<Si era detto di non farvi vedere fino a mezzanotte.>> Sibilò Ethan, arcigno.
<<E difatti nessuno ci vede col nostro vero aspetto.>> Rispose l’uomo, sempre senza mostrare ostilità.
I bambini dietro di lui cominciarono ad intonare una filastrocca stonata, in lingua nativa. Non si riuscivano a capire le parole.
<<Siamo i cattivi, ma siamo di parola. Non abbiamo fatto ancora nulla di male.>> Disse ancora l’uomo.
<<Bambini, facciamo parlare da soli i grandi.>> disse ad alta voce la donna, per avere l’attenzione degli altri. <<Chi vuole lo zucchero filato?>>
Alla domanda, tutti i loro pargoli cominciarono ad urlare di gioia e a fare un chiasso infernale, seguendo la madre verso i dolci.
<<Siete mostruosi.>> Sibilò Ethan.
<<Cosa c’è di mostruoso in una famiglia?>> Contestò il suo Darkest.
<<Voi non siete una famiglia.>>
<<Pensaci. Stai sbagliando.>> Scrutò il viavai di persone che si accalcavano nella via. <<Tutto sommato, i Darkest sono una famiglia.>>
<<Una famiglia di mostri!>> disse Blaze.
<<Il diverso è differente solo agli occhi di chi non coglie le somiglianze.>>
Il padre di Shizuka sbottò e si voltò di spalle, in segno di resa.
<<Forse non ricordi che anche tu, una volta, eri dalla parte delle anime impure…>> Gli rammentò. Il Darkest ne rise, sapendo già che faccia avrebbe fatto. Blaze diventò un blocco di pietra.
<<Non importa cos’era, ha avuto modo di redimersi e prendere la via giusta.>> Contestò Ethan. Il suo sguardo era ancora contratto in una furia calma, mentre stritolava l’impugnatura della spada appesa al fianco.
<<Certo.>> Non si fermò il Darkest. <<Fare finta di essere qualcosa di diverso da quello che è. Motivo per la quale gli Angeli come lui venivano chiamati Demoni.>>
Il tono viscido aizzò l’Angelo, che strinse le mani tremando di rabbia. Sulle sue braccia si accese una fiamma viola, subito si spense quando Kyubi lo abbracciò per calmarlo sussurrando qualcosa.
<<Calma, Blaze. Non vedi quanta gente c’è?>> Disse sempre più infido il Darkest. Il suo sorriso innervosì tutti quanti, ma non potevano permettersi di attaccarlo nel mezzo della folla.
<<Vuoi un duello?>> Urlò Ethan. <<Allora non perderti in chiacchere!>> Indicò la parte ovest del villaggio, dove si trovava la collina erbosa a fianco del fiume.
<<Bene.>>
Scomparve dalla vista, quasi lasciandosi dietro il suo sorriso malefico come lo Stregatto. Ethan scattò per raggiungerlo sul luogo dello scontro. Più si avvicinava, più cominciava a sentire l’odore pungente degli alberi penetrargli nei polmoni.
Pensava che tra qualche minuto, tutto sarebbe finito. Come tra il drago d’oro e quello nero.
Era tutto così duro, così doloroso, pensarci. Avere la certezza di affrontare degli esseri immortali, come in un brutto incubo.
<<No. Non sarà così.>>
Sentì una voce. Si fermò e si guardò attorno. Non c’era nessuno.
<<Non serve guardarti attorno. Non sono qui.>> Disse ancora quella voce.
<<Papà!>>
<<Ti sei allenato abbastanza, Ethan. Non puoi pensare alla sconfitta ancora prima di incominciare a combattere.>>
<<Hai ragione, ma non ho la sua esperienza nel combattimento.>>
<<Quella non ti serve. Ora sei un eroe. Mostragli di cosa sei capace.>> Disse trionfante.
Poi, la voce si spense. Ethan rimase immobile per catturare le rare e preziose parole del padre, raccogliendo le parole come tante piccole pepite d’oro.
<<Papà,>> disse di nuovo. <<Grazie.>>
Corse ancora più veloce, quasi raggiunto dagli altri. Prese altro vantaggio da loro e si addentrò nella foresta di conifere, uscendo dall’altra parte sulla cima dello spiazzo. Si guardò attorno, cercando il Darkest. Vide il fiume scorrere lento con il suo rumore leggero e i quattro alberi di pesco che ondeggiavano, la luna dipinta osservarli assieme alle stelle.
Il Darkest era tornato al suo vero aspetto di ragazzo, attendendolo al centro degli alberi con le braccia incrociate. Sarebbero passati per gemelli, illuminati solo dalla luna.
<<Quando sei pronto, Ethan.>> Disse placidamente.
<<Prontissimo.>>
Snudarono contemporaneamente le loro spade, mentre uscirono gli amici di Ethan dalla foresta, dietro di lui. Anche il Darkest aveva una katana, dal fodero nero.
<<Un attimo!>> Urlò Shizuka.
A passi veloci, con il fiatone, si avvicinò ad Ethan. Il loro avversario attese senza emozioni.
<<Buona fortuna.>>
Lo baciò sulla guancia, tornando subito accanto alla madre e il padre. Scappò una piccola risata, ad Ethan.
Contagiò anche gli altri, allentando impercettibilmente la tensione.
- Estratto da “Yomi – L’anno della fenice”, di futura pubblicazione.